In questi giorni di ricordi e retrospettive soggettive, sugli anni di Mani Pulite, mi piace poter conservare qualche parola, come Cittadino, semplicemente come Cittadino italiano che, da quelle giornate particolari, di sommovimento e di sputtanamento di una classe dirigente politica e imprenditoriale, insieme a molti altri Cittadini italiani, sperava nell’inizio di un cambiamento in questo nostro Bel paese chiamato Italia.
Un cambiamento che, certamente vi è stato ma, come nel bel film di Luchino Visconti “ il Gattopardo ” dal libro di Giuseppe Tommasi di Lampedusa, il panorama di chi intende la politica come metodo per sviluppare le proprie carriere e campare di questa, hanno invece dimostrato di amalgamarsi nel pantano in maniera che trionfasse quella logica del fingere di cambiare tutto per non cambiare nulla. Una grande occasione persa, e una grande distrazione nel far giungere nelle stanze di comando chi voleva un paese leggero e furbo, dove la logica della furbizia, avesse il superamento della cultura della legalità. Non aggiungo molto per ora a questo post personale, se non lasciare un fotogramma di quelle fantastiche giornate in corso di porta Vittoria a Milano dove davvero sembrava di vivere una rivoluzione, mentre oggi, con l’avvento dei tecnici al governo, forse una piccola ri-involuzione vi è stata e si è attuata senza grandi sommovimeti ma sempre per responsabilità di una classe politica corrotta e inaffidabile senza molte distinzioni d’etichetta.
I vent’anni da Mani Pulite sono prorpio in queste giornate e, per ricordarle, raccontate dai protagonisti, parteciperò da Cittadino Italiano, all’incontro pubblico di venerdì al Teatro Elfo – Puccini, di Corso Buenos Aires a Milano, dove con Antonio Di Pietro, fra gli altri, interverranno Marco Travaglio e Gianni Barbacetto, Giornalisti.